Suoni e rumori si fanno sentire anche se non si dispone di strumenti sofisticati.La tua auto ti parla con suoni e rumori: la sai ascoltare?

Guidare (ma addirittura, camminare) mentre si è impegnati in una telefonata è molto pericoloso. E’ quanto emerge da uno studio della Western Washignton University. Infatti, l’attenzione che si dedica alla conversazione prende il sopravvento su ogni altra attività e provoca una sorta di “Cecità da disattenzione”.
L’ art. 473 del regolamento del codice stradale prescrive che “occorre percepire da ciascun orecchio la voce di conversazione ad una distanza tanto maggiore, quanto piu’ importante e’ la categoria di patente”.
Anche l’ascolto della musica ad alto volume è un’abitudine pericolosa, perché riduce la capacità di percepire suoni quali le sirene dei mezzi di emergenza o le segnalazioni di altri veicoli.
Oltre a questo, l’inquinamento sonoro impedisce di avvertire suoni o rumori insoliti provenienti dalla meccanica del veicolo che si sta guidando. La nostra auto ci parla, ma a volte non non la sentiamo, ed è quando smette di parlare e comincia a “urlare” che i problemi diventano irrimediabili. Ecco un elenco di nove punti senza nessun ordine particolare che aiuta a interpretare i rumori; imparando a conoscerli potremo giudicare meglio se qualcosa ha bisogno di attenzione, se si debba intervenire subito o se stiamo ancora guidando entro margini di sicurezza accettabili.

  1. Un rumore sordo, come una martellata attutita, avvertibile specialmente quando si innestano le marce basse, o quando si accelera dalle basse velocità con una marcia alta, spesso denuncia dei difetti ai supporti del motore. Il motore è connesso alla struttura del veicolo tramite supporti elastici che consentono un certo margine di movimento smorzando le vibrazioni. Se gli elementi ammortizzanti o i giunti sono consumati o allentati, basta uno sforzo leggermente più intenso a provocare attriti che producono questo rumore.
  2. Click! Si gira la chiave, ma il motore non parte. In compenso si sente uno scatto più o meno marcato. Accendete i fari e riprovate ad avviare il motore. Se i fari non si accendono o se la loro intensità si abbassa sensibilmente quando si gira la chiave, allora la batteria è scarica. Lo scatto è provocato dall’elettromagnete che innesta l’albero del motorino di avviamento sul volano del motore; questo dispositivo ha la priorità su ogni altro apparecchiatura elettrica e dunque è l’ultimo a smettere di funzionare, ma l’energia a disposizione non è sufficiente a far girare il motorino.
  3. Fischio intenso o cigolìo più o meno marcato in fase di accelerazione. A volte aumenta con il numero di giri del motore. Può scomparire quando la velocità si stabilizza. La causa più probabile è il deterioramento della cinghia dell’alternatore. Occorre provvedere al più presto perché in caso di rottura della cinghia l’alternatore non è più in grado di ricaricare la batteria.
  4. Rumore di ingranaggi nell’innestare una marcia. Se è associato a un pedale della frizione spugnoso e fiacco, può dipendere da contaminazioni d’aria nel circuito idraulico della frizione o, nelle auto più vecchie, dal cavo della frizione che si è allentato. Se il pedale della frizione risponde in modo normale, occorrerà far ispezionare gli anelli sincronizzatori delle marce.
  5. Motore insolitamente rumoroso, “rombo”. A volte può dare una falsa sensazione di maggior potenza perché assume tonalità “sportive”, altre è accompagnato da irregolarità nel funzionamento, borbottii e ritorni di fiamma. Questo rumore denuncia danni al sistema di scarico; il tubo di scarico si è bucato o crepato a monte della marmitta, oppure la marmitta si è bucata o fessurata. Da aggiustare subito, la rumorosità e le emissioni dell’impianto di scarico devono rientrare nei parametri annotati sul libretto di circolazione.
  6. Crack! Clock! Rumore meccanico nell’affrontare le curve. E’ probabilmente dovuto all’usura dei giunti omocinetici, ovvero gli snodi dei semiassi che collegano le ruote alla trasmissione. Consumandosi aumentano le tolleranze e i giochi tra le componenti meccaniche dei giunti, le forze che si accumulano con il carico del peso su uno degli assi non vengono ripartite uniformemente nel moto di ritazione, ma si accumulano e si scaricano improvvisamente determinando il rumore.
  7. Clonk! Rumore metallico che si avverte frenando, all’arresto della vettura, al momento della ripartenza o su strade anche soltanto lievemente sconnesse; non si sente invece nella marcia a velocità costante e su fondi regolari. Può essere determinato da difetti alla barra di torsione, ovvero al dispositivo che nelle curve mantiene entrambe le ruote ben aderenti alla strada.
  8. Raschiamento metallico durante la frenata. Indica una preoccupante usura dei freni a disco. La pastiglia del freno si è consumata completamente e il pattino sta “mordendo” il disco. Se si avverte questo rumore bisogna immediatamente sostituire le pastiglie. E probabilmente dovrà essere sostituito uno o più dischi dei freni.
  9. Risonanza metallica affrontando le curve. Si avverte una sorta di vibrazione, più o meno marcata, localizzata dalla parte in appoggio sulla curva. La causa più probabile è l’usura dei cuscinetti delle ruote. I cuscinetti favoriscono il rotolamento uniforme e silenzioso delle ruote e sono costituiti da una serie di rulli inseriti tra due anelli concentrici in metallo. Date le forze in gioco, anche una scalfittura microscopica in no solo dei rulli può provocare rumori allarmanti, ma se non si fa passare troppo tempo, non si corre rischio. La sostituzione dei cuscinetti è un intervento routinario e relativamente economico.

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Suoni e rumori: saperli ascoltare è importante - Ultima modifica: 4 maggio 2016 - Autofficina de-ba