Il trionfo del digitale: il cruscotto di una TeslaL’era digitale ha effetti positivi anche sui nostri motori, vediamo in cosa consistono

il “digitale” è spesso associato a dispositivi come smartphone e tablet, ma basta girare la chiave di accensione di una qualsiasi auto moderna per essere proiettati a nostra insaputa in questo mondo di elettronica destinata all’uomo. Anche le auto più economiche dispongono ormai di spie che indicano che l’ABS e l’airbag sono in funzione. Dopo il controllo iniziale, una ad una le spie si spengono non appena ricevono dal computer di bordo la comunicazione che il circuito corrispondente è attivo e funzionante.
Una volta messo in moto il veicolo, la pressione dell’olio, il livello e la temperatura del liquido di raffreddamento, lo stato della trasmissione e il livello di carburante vengono controllati dai numerosi sensori in dotazione e le loro condizioni vengono comunicate al guidatore, a volte per mezzo dei tradizionali strumenti a lancetta, ma sempre più spesso tramite messaggi espliciti tipo “system OK”. Ci sono auto che avvisano il guidatore soltanto se qualcosa si guasta, accendendo la spia MIL (indicatore di malfunzionamento) per informare che qualcosa deve essere controllato.

Ai tempi dell’analogico

Ai vecchi tempi, i sensori e gli strumenti di bordo erano molto semplici. C’era la spia dell’olio che si accendeva quando la pressione del lubrificante era insufficiente e la spia dell’alternatore che si illuminava quando la batteria non riceveva energia sufficiente a mantenerla in carica. Ancora prima, gli strumenti stessi erano sensori, ad esempio, la lancetta della pressione dell’olio eera collegata al motore stesso tramite un sottile condotto che andava dallo strumento al motore. Tutti questi strumenti analogici erano piuttosto semplici ed era compito del guidatore monitorarli durante la guida. In caso di avarie, ci si aspettava che il guidatore si accorgesse delle indicazioni sfalsate sugli strumenti.

Nell’era digitale

I veicoli attuali ovviamente sono molto pù complessi. Parte delle complessità sono il risultato delle regolamentazioni sulle emissioni allo scarico e delle normative di sicurezza. Altre si devono all’enorme quantità di servomeccanismi e accessori presenti su tutte le auto, eccetto forse le più semplici. Dei veri e propri computer adesso governano il motore. Le auto di lusso hanno dei computer dedicati al controllo degli optional più stravaganti. Ciascuno di questi computer si affida a sensori ad alta affidabilità che operano in tempo reale.
Un beneficio dei sistemi digitali consiste nella possibilità di monitorare in modo continuo e costante i parametri vitali del motore come l’anticipo o la pressione del turbocompressore e di riferire al guidatore ogni eventuale anomalia. L’attività dei computer di bordo è continua e avviene in tempo reale e le notifiche di guasto vengono emesse soltanto se c’è qualcosa che non va o se l’auto deve essere sottoposta a riparazioni.
In molti veicoli moderni, i sitemi digitali controllano non soltanto le funzioni del motore, ma anche tutto il resto, dal sistema di climatizzazione ai proiettori  anteriori e i fanali posteriori. Ma c’è di più. A questi sitemi di controllo viene richiesto di conservare le informazioni per eseguire controlli a posteriori. Il meccanico può collegare un normale Personal Computer all’auto e diagnosticare in modo rapido e accurato quale difetto è insorto, anche se il problema è sporadico. Tutto ciò, naturalmente, se l’autofficina dispone della strumentazione e di personale debitamente addestrato.
Ultimamente, con la diffusione delle app e di dispositivi a basso costo, anche i proprietari dei veicoli possono farsi un’idea dello stato di funzionamento delle proprie vetture, anche se le riparazioni e la corretta interpretazione dei dati visualizzati restano attività riservate a professionisti esperti.

Nella prossima puntata approfondiremo la panoramica sui sensori e l’elettronica nelle auto moderne

L’era digitale e il motore – Prima puntata - Ultima modifica: 19 luglio 2016 - Autofficina de-ba