L’era digitale ha effetti positivi anche sui nostri motori, vediamo in cosa consistono

Nella scorsa puntata abbiamo visto quali sono i principali benefici dati dalla tecnologia degli autoveicoli, adesso vediamo quali problemi sono connessi con l’era digitale, l’elettronica e la diagnosi dei guasti.

Troppi cavi?

Tutti i sensori e computer montati a bordo di un veicolo richiedono un’enorme quantità di cavi, connessioni e circuiti. Il numero di collegamenti necessari a tenere sotto controllo ogni sistema, dalla trasmissione automatica ai finestrini elettrici è impressionante. Lo spazio richiesto dai cablaggi e persino il peso dei circuiti elettrici rappresentano un vero e proprio problema per gli ingegneri che progettano le auto e che devono stivare tutto in spazi sempre più angusti. In molti casi l’unica soluzione è il “Multiplexing”.

Dato che ci sono già molti computer a bordo dell’auto, aggiungerne qualcun altro non è un grosso problema; ad esempio, invece di portare un pesante cavo in rame che porta la corrente elettrica dal pulsante del finestrino elettrico al finestrino stesso, è stata inventata una soluzione totalmente nuova. Invece di trasmettere l’energia elettrica dal pulsante al motorino, si collega il pulsante a un computer dedicato. Il computer rileva la pressione del pulsante di azionamento dell’alzacristalli e invia un segnale al motore del finestrino chiedendogli di alzarlo o abbassarlo. Il motore del finestrino è dotato di un proprio collegamento alla fonte di alimentazione ed è semplicemente in attesa di un segnale da parte del computer. Naturalmente, dispositivi come questo sono dotati di sensori che informano il computer sullo stato del finestrino, ma non solo, sono anche in grado di dirgli se vi sono ostacoli che ne impediscono l’apertura o la chiusura.
Con il multiplexing, i computer possono svolgere una grande quantità di azioni interconnesse, come inclinare in basso uno specchietto retrovisore quando viene innestata la retromarcia, o regolare la temperatura dell’abitacolo in base alla rapidità con cui il motore entra in temperatura. L’ampio utilizzo di così tanti computer permette un controllo più dettagliato di ogni organo meccanico o elettronico del veicolo, ma se qualcosa si guasta può essere più difficile scoprire dove è insorto il problema.

Scovare i guasti

Prima dell’avvento dei controlli computerizzati, aggiustare una vettura era semplice e logico. I motori a benzina necessitano di un’adeguata miscela di carburante e aria, di un’adeguata compressione per compimere la miscela e di una scintilla per provocare la detonazione che spinge in basso il pistone.
Ai bei vecchi tempi, una volta che c’era la benzina, si accendeva la scintilla e il momento dell’accensione era più o meno corretto, il motore funzionava. I problemi in sistemi puramente meccanici come questo erano relativamente facili da diagnosticare.
Anche i moderni veicoli controllati dai computer per poter funzionare hanno bisogno della miscela aria-carburante, che deve esplodere al momento giusto. La differenza oggi è che si deve controllare una serie di parametri che assicurano la massima efficienza della combustione per ottenere la migliore economia di esercizio e le minori emissioni di gas nocivi. Quando tutto funziona è fantastico, ma ciò implica l’utilizzo di sensori che monitorano la temperatura del motore, il livello di ossigeno nei gas di scarico, la velocità del motore, la preaccensione, la posizione dell’albero a gomiti, e molti altri parametri, e ognuno deve agire in modo corretto, altrimenti il motore funzionerà male, o non funzionerà affatto.
Ad esempio, un errore del sensore della posizione dell’albero a gomiti può significare che il motore, benché in buono stato, non può essere istruito sul momento più adatto per accendere la scintilla e dunque non può girare. Allo stesso modo, se il sensore della temperatura dovesse guastarsi, il computer potrebbe tentare di compensare quello che ritiene un avviamento a freddo. Potrebbe modificare l’iniezione di carburante e l’anticipo e il risultato sarebbe un motore che gira male. Il motore che perde colpi e esita potrebbe indurre un meccanico esperto ma abituato alle tecnologie tradizionali a credere che vi siano malfunzionamenti nell’alimentazione o nell’accensione. In realtà questi sistemi potrebbero non essere affatto la causa del difetto, il motore potrebbe essere nella corretta temperatura di esercizio, ma a causa di un sensore che trasmette dati contraddittori, il computer che regola il funzionamento del motore commette degli errori, e il risultato è la percezione di un guasto anche quando nessun guasto è presente.
La realtà è che è diventato molto difficile diagnosticare il problema di un veicolo senza strumenti sofisticati di diagnosi computerizzata che si interfacciano con l’elettronica a bordo della vettura.

Qual è la realtà?

Nel corso di oltre un secolo di esistenza delle automobili, molti di quelli che una volta erano considerati “segreti” da ingegneri sono pian piano stati assimilati dagli automobilisti più esperti. Al punto che qualcuno, armato di buona volontà e una buona conoscenza dei meccanismi basilari poteva cimentarsi personalmente in qualche riparazione.
Chi ha provato a fare lo stesso con le auto moderne, spesso ha dovuto arrendersi, o peggio, ha provocato dei danni al proprio veicolo.
In realtà, per le autofficine serie non è cambiato niente. L’aggiornamento alle tecnologie più moderne è un imperativo per chi vuole offrire alla propria clientela un servizio onesto e risolutivo. Se l’automobilista medio si scoraggia di fronte alle “diavolerie dell’elettronica”, al meccanico competente questo non è permesso. Quale che sia la natura del problema, deve essere in grado di risolverlo e riparare il guasto.
I nostri meccanici seguono corsi periodici di aggiornamento che li mettono in grado di sfruttare le più moderne tecnologie per individuare i guasti e ripararli, sono in collegamento con i database delle case produttrici e con un’intera rete di tecnici e ingegneri che contribuiscono alla diagnosi quando questa dovesse divenire troppo complessa per essere eseguita da una persona sola. Insomma, la digitalizzazione non è un fenomeno isolato, ma coinvolge tutto il ciclo di vita di un’auto, dalla sua progettazione alla manutenzione. In de-ba siamo attrezzati per tenere il passo della tecnologia, e per guadagnarci la fiducia dei nostri clienti.

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L’era digitale e il motore – Seconda puntata - Ultima modifica: 11 agosto 2016 - Autofficina de-ba