Aquaplaning, un pericolo evitabile
Auto su Fondo Molto Bagnato

Come affrontare l’insidioso aquaplaning

L’aquaplaning (“slittamento sull’acqua”) è un fenomeno di galleggiamento di un veicolo in movimento su uno strato d’acqua esteso su una strada.
Più precisamente si verifica quando l’acqua, tipicamente di origine piovana, tra le ruote e il manto stradale è in quantità tale da non permettere più il contatto di queste due superfici.
Non essendo più a contatto ruota e strada, non esiste più attrito tra le due superfici, quindi non si è più in grado di far rallentare o cambiare direzione al veicolo che resta solo soggetto alle regole della fisica, conservando la quantità di moto e la direzione che aveva al momento dell’innesco del fenomeno dell’aquaplaning.

L’aquaplaning può essere parziale, quando coinvolge solo alcune delle ruote di un veicolo, generando specialmente in curva problemi di sottosterzo o sovrasterzo.
Il fenomeno aquaplaning è provocato da diversi fattori:

  • dalla eccessiva velocità del veicolo
  • dalla proporzione tra la massa e la superficie di aderenza dello stesso
  • dallo strato d’acqua presente sul manto stradale
  • dalle condizioni d’usura e tipo degli pneumatici usati
  • dall’efficienza delle sospensioni

Rimedi principali:

I rimedi principali che consentono di evitare le scivolate pericolose sono innanzitutto buonsenso e moderazione della velocità in condizioni di pioggia o di bagnato, quindi l’utilizzo di pneumatici adeguati, dotati di particolari scolpiture sui battistrada appositamente studiati per far defluire, comprimendola, la maggiore quantità d’acqua che si viene a trovare tra la ruota e l’asfalto. Oltre alle misure che l’automobilista pu mettere in atto, ve ne sono altre che dovrebbero essere a cura degli enti pubblici, in particolare l’adozione di asfalti “drenanti”, che rivestono il manto stradale per impedire che si formino zone in cui l’acqua ristagna.

Una soluzione impiegata nel mondo aeronautico è quella di calcolare la velocità di inizio del fenomeno dell`aquaplaning (è una formula empirica ma funzionante). Si deve moltiplicare il numero 9 (numero fisso) per la radice quadrata di PSI. Il risultato è in kts (nodi), non in km/h. Esempio: i miei pneumatici sono gonfiati a 100 PSI. Dovrò calcolare la radice quadrata di 100, in questo caso 10 e moltiplicarlo per il numero fisso 9. Risultato: 90 kts. Quindi, a 90 kts, circa 167 km/h, il mio aeromobile comincerà a “galleggiare”. Da notare che si tratta di una formula empirica dove mancano molti fattori, quali massa, condizione degli pneumatici, ecc. ecc. Quando la quantità d’acqua è eccessiva o quando l’eccessiva usura degli pneumatici ne ha ridotto la capacità di scaricare via l’acqua sottostante o lo pneumatico è particolarmente largo come impronta a terra rispetto alla massa del veicolo, viene a ridursi la tenuta di strada, problema che fa dell’aquaplaning un grave pericolo per la sicurezza stradale.

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Aquaplaning: la Sicurezza inizia dagli Pneumatici - Ultima modifica: 18 maggio 2016 - Autofficina de-ba